Le conseguenze

LE CONSEGUENZE……

MARRAZZO DICHIARA:
a�?i cittadini della Roma del 2008 non hanno bisogno di ospedali.a�?

RISULTATIa��a��a��a��a��

punti di Pronto Soccorso al collasso ed ospedali ipercongestionati:

ROMA (13 gennaio 2009) – Pazienti che non possono lasciare la a�?loroa�? lettiga per evitare il rischio di restare in piedi; ammalati lasciati senza mangiare anche da tre giorni; feriti che sanguinano e attendono i punti di sutura da oltre tre ore. Sembra un girone dantesco il pronto soccorso della��ospedale di Ostia dove la��inefficienza si somma a lamenti e sofferenza.

Esplode il a�?Grassia�?. Schiacciato dalla carenza di personale, oppresso dal picco della��epidemia influenzale e messo in crisi dal dimezzamento dei medici a contratto a�?atipicoa�?, il reparto ) A? in ginocchio. Domenica le forze della��ordine ed i vigilantes privati della Asl Roma D sono dovuti intervenire a piA? riprese per riportare la calma tra i pazienti esasperati. E ieri quel caos A? diventato esposto alla Procura della Repubblica. A�Dopo otto ore da��attesa su una sedia, senza mangiare nA? bere racconta Carmencita Melis a proposito della madre novantaquattrenne colta probabilmente da una��ischemia cerebrale ho dovuto alzare la voce e rivendicare i suoi diritti. La stessa Melis dichiara: “per questo con mio fratello abbiamo presentato una denuncia”.

Manca il personale alla��ospedale a�?Grassia�?. Nato giA� insufficiente ventidue anni fa, con appena 290 posti letto deve soddisfare i bisogno di una popolazione di mezzo milione di residenti piA? le esigenze del vicino aeroporto. Il pronto soccorso A? uno dei piA? affollati del Lazio: in un anno conta circa 75 mila accessi. Ieri trentadue pazienti aspettavano un ricovero su una lettiga, nel corridoio. Qualcuno era lA� con patologie serie e da molte ore. “Mia madre di 71 anni” raccontava ieri alle undici e mezza Roberta Bea “A? stata trasportata qui in ambulanza a mezzogiorno di giovedA�. Ha una malattia molto grave ma la tengono su una lettiga e non ci fanno entrare per aiutarla mangiare, a bere, assisterla in qualche modo. Ea�� vergognoso e incivile”.

Dietro la porta da��accesso del pronto soccorso si scatena persino la caccia alla barella. “Sono qui da sabato sera” riferisce Enrico Moriggi di 56 anni, “Mi sono rotto un ginocchio e nella��attesa di un posto mi hanno applicato una doccia gessata. Non solo da quando sto qui non ma��hanno servito un pasto, ma mi sono dovuto organizzare da solo per raggiungere il bagno con la gamba in queste condizioni. E alla fine mi sono sentito pure fare un avvertimento dal personale: “attento che se lasci sguarnita la lettiga ca��A? il rischio che venga usata per altri pazienti in attesa”. E che dovrei fare, metterci la catena come per il motorino? Ma che ospedale A? mai questo?”.

Seduto nella sala da��attesa Michele Argentino A? infuriato. “Mio padre A? qui da sabato mattina alle nove e un quarto” riferisce con gli occhi arrossati dalla rabbia e dal dolore “Un uomo di 93 anni che A? tenuto senza mangiare per piA? di un giorno e una notte A? una cosa disumana. Io e mia madre, in attesa di notizie dai medici, siamo stati costretti a dormire su questi sedili di plastica”. “Mio marito si A? fatto male con una sportellata del camion e siamo venuti qui alle nove di questa mattina” aggiunge Marisa Renzi “Quando ho chiesto quanto ca��era da aspettare allo sportello ma��hanno detto non meno di 36 ore. Una pazzia, una pazzia”. Rassegnato e piegato su se stesso il signor Oronzo ha la forza solo di dire che la suocera giunta al pronto soccorso alle 15,00 di domenica A? stata visitata solo a mezzanotte e un quarto. “E da quella��ora ancora stiamo qui ad aspettare che ci dicano qualcosa” dice.

“Non sappiamo dove poter accogliere i pazienti” allarga le braccia il direttore sanitario della��ospedale, Lindo Zarelli “In questi giorni si sommano due emergenze: la��esplosione della��influenza e la gravissima carenza di personaleA�. La chiusura del San Giacomo avrebbe dovuto liberare personale per il a�?Grassia�?: Primario ed equipe di Pronto Soccorso (14 medici piA? dirigente), Primario ed equipe di Medicina Interna (6 medici piA? il dirigente) e Primario con equipe di Urologia (8 medici piA? il dirigente). A�Hanno preferito altri ospedali spiega Zarelli e qui sono rimasti solo due infermieri, un tecnico di radiologia ed un ortopedico”.

La��inferno di questi giorni rischia di essere ben poca cosa rispetto a quanto accadrA� nelle prossime ore quando entrerA� in attuazione la disposizione del governatore Piero Marrazzo sul dimezzamento dei contratti medici a�?atipicia�?. Ieri una��assemblea di tutte le sigle sindacali, presente anche il presidente della��Ordine dei medici di Roma, Mario Falconi, ha sottolineato che tra le 31 figure professionali interessate da questo ridimensionamento al a�?Grassia�? ci sono anche “nove medici del Pronto soccorso, quattro anestesisti, tre ostetriche, una neurologa, una psicologa, un medico oncologo”. Sindacati e dipendenti hanno annunciato che se il provvedimento non verrA� ritirato nei prossimi giorni occuperanno la direzione generale della Asl Roma D.

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